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Rimandare una decisione: perché continuiamo a farlo

decisione reale vs promessa decisionale
Decision Making

Rimandare una decisione: perché continuiamo a farlo

Rimandare una decisione: quando “da settembre inizio” non è davvero un piano

“Da settembre inizio.” Non è sempre un piano.

A volte è semplicemente il modo più elegante per rimandare una decisione che non siamo ancora pronti a prendere oggi.

“La prossima settimana mi iscrivo in palestra.” Ci sono passato anch’io.

“Dopo il 730 di quest’anno cambio commercialista.” Me lo dicevo tre anni fa.

Ho anche un amico project manager che da due anni mi racconta che, da settembre, inizierà a studiare per ottenere la certificazione PMP.

A prima vista sembrano semplici casi di procrastinazione.

Ma quando continuiamo a rimandare una scelta, a volte sotto c’è qualcosa di diverso.

Non stiamo soltanto rimandando un’attività.

Stiamo sostituendo una decisione reale con una promessa decisionale.

Perché rimandiamo una decisione?

Una decisione vera, di solito, porta con sé delle conseguenze.

Iscriversi in palestra non significa soltanto compilare un modulo.

Significa trovare il tempo per allenarsi, fare fatica, cambiare alcune abitudini e rinunciare, almeno ogni tanto, a ciò che è più comodo.

Cambiare commercialista significa cercarne uno nuovo, raccogliere informazioni, confrontare alternative e accettare una certa dose di incertezza.

Studiare per una certificazione professionale significa dedicare serate o fine settimana allo studio, sostenere una spesa e accettare anche la possibilità di non riuscire subito.

È qui che prendere una decisione diventa diverso dal semplice dire che faremo qualcosa.

Una decisione richiede di accettare anche ciò che quella scelta comporta.

La promessa decisionale ci fa sentire come se avessimo già deciso

Quando spostiamo tutto a una data futura — settembre, gennaio, dopo le ferie, quando avrò più tempo — inviamo alla nostra mente un messaggio rassicurante:

“Non preoccuparti, è tutto sotto controllo. Non ho rinunciato. Ho ancora tempo.”

Ed è proprio questo il punto interessante. Per un po’ ci sentiamo meglio. La tensione diminuisce.

Abbiamo quasi la sensazione di aver già risolto il problema.

Ma il processo decisionale non si è necessariamente concluso.

Abbiamo deciso quando pensarci di nuovo, non necessariamente che cosa fare.

La differenza può sembrare sottile, ma è importante.

“Lo farò” non significa sempre “ho deciso”

Una decisione reale non è necessariamente: “Da settembre lo farò.”

Può essere piuttosto: “Decido oggi di farlo e accetto ciò che questa decisione mi richiederà.”

È lì che una semplice intenzione comincia a trasformarsi in una scelta.

Questo non significa che ogni decisione debba essere presa immediatamente.

A volte rimandare è perfettamente razionale.

Possiamo avere bisogno di altre informazioni, di aspettare un evento, di verificare una condizione o semplicemente di prenderci del tempo.

Il problema nasce quando continuiamo a spostare la decisione senza che nel frattempo cambi realmente qualcosa.

Settembre diventa gennaio. Gennaio diventa “dopo Pasqua”. Poi “quando avrò meno lavoro”.

E la decisione continua a essere lì.

Come capire se stai rimandando una decisione

Può essere utile farti alcune domande:

  • Sto aspettando qualcosa di concreto oppure semplicemente una data futura?
  • Che cosa dovrebbe cambiare tra oggi e quel momento?
  • Ho davvero bisogno di altre informazioni?
  • Quale conseguenza della scelta sto facendo fatica ad accettare?
  • Cosa rischio di perdere scegliendo?
  • Cosa rischio invece continuando a non scegliere?

Sono domande semplici, ma possono aiutare a distinguere tra prendersi il tempo necessario per decidere e continuare a girare intorno alla stessa decisione.

A volte la difficoltà non è scegliere, ma accettare ciò che la scelta comporta

Quando abbiamo difficoltà a prendere una decisione, tendiamo spesso a pensare che ci manchi qualcosa.

Un’altra informazione. Un’altra opinione. Un’altra analisi.

La certezza che la scelta sia quella giusta. Ma non sempre è così.

A volte conosciamo già abbastanza bene le alternative.

Il punto difficile è accettare che qualsiasi decisione reale comporti una rinuncia, un rischio, un investimento o una responsabilità.

Finché non siamo disposti a confrontarci con queste conseguenze, potremmo non aver ancora preso una decisione.

Potremmo aver fatto soltanto una promessa decisionale.

Una domanda da portarti via

C’è qualcosa che continui a dirti che farai “più avanti”?

Se sì, prova a non chiederti soltanto:

“Quando lo farò?”

Chiediti invece:

“Che cosa mi impedisce di prendere questa decisione oggi?”

La risposta potrebbe essere molto più interessante della data che hai scritto sul calendario.

Senza una decisione, il cambiamento rischia di rimanere soltanto un’intenzione.

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